Mi vestirò di rosso, lascerò i capelli (che ora sono molto più corti) sciolti, mi truccherò, mi guarderò allo specchio e mi dirò che dovrei curarmi così tutti i giorni, come se fosse l'ultimo, come fanno gli dei che hanno capito tutto indipendentemente dall'immortalità di cui godono.
L'otto agosto andrò in macchina in un luogo che ha un nome suggestivo, molto probabilmente più suggestivo di quanto meriterebbe.
Attenderò pazientemente le ore che devo, farò girare per la testa assurdi pensieri.
Dopodiché, mi siederò su di una poltroncina, o una sedia, o quel che sarà.
E piangerò tanto, dal profondo del cuore.
Il trucco bellissimo si scioglierà, e tutti i sentimenti che tengo legati (repressi) si libereranno come le sciagure del vaso di Pandora.
Molto probabilmente l'otto agosto vivrò una delle serate più belle della mia vita, e non perché io stia caricando di chissà quali aspettative l'evento, ma perché lo sento come necessario.
L'otto agosto arriverà al momento giusto, e sarà talmente perfetto che tutte le conseguenze che ne scaturiranno non potranno che essere le uniche possibili.
L'otto agosto andrò ad ascoltare dal vivo Giovanni Allevi.
Andrò a vedere di persona com'è fatto un genio.
Andrò a respirare un po' della sua aria, perché sento di stare per soffocare.
Andrò a liberarmi di un bel po' di veleno, di stanchezza, di malinconia, di frustrazione.
L'otto agosto andrò a sognare, e Dio solo sa quanto sognare sia necessario per sopravvivere.
Spero tanto si vedano le stelle, l'otto agosto, e che un po' del profumo del mare arrivi anche sul palco.

L'otto agosto andrò a sognare, e Dio solo sa quanto sognare sia necessario per sopravvivere.
Spero tanto si vedano le stelle, l'otto agosto, e che un po' del profumo del mare arrivi anche sul palco.

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2008-07-24 10:35 pm (UTC)