Amelie

Quaderno di brutta

"Don't dream it. Be it."

"No, questa è lotta di classe"
Amelie
[info]kusobaba

Sarà che mai come in queste settimane mi manca mio fratello.

Sarà per quello che abbiamo passato con nonna.

Sarà perché oltre quello che abbiamo passato con nonna questo è stato un anno stancante sotto tutti i profili.

Sarà che mi sento come la pallina di un flipper dopo una lunga partita conclusa male.

Sarà per tutto quello che volete ma a me, questo più di altri anni, il parentume ha letteralmente rotto i coglioni.

Abbiamo scaldato il latte.
Ce lo siamo bevuto inzuppandoci un poco di pane. Poi lei si è fatta il giro della casa per spengere le luci, si è spogliata e si è messa a letto. Anch'io mi sono spogliata. Ho tolto le scarpe e le ho infilate dietro il comodino, nell'ombra lucida appena rischiarata dall'abat-jour, la luce francese che piace a mia madre. Ho sfilato i pantaloni, li ho piegati e appoggiati sopra la sedia. Ho sfilato anche la camicia e l'ho messa a cavallo della spalliera. Ho tolto la canottiera dalle mutande e poi ho tolto anche quelle.
Mi spogliavo e mi sentivo leggera. Avrei continuato a spogliarmi, se fosse stato possibile. Mi piaceva la luce forestiera di quella stanza, l'odore da vecchia che emanava mia madre. Mi sarei sfilata la pelle come un cappotto e l'avrei appesa alla stampella. A scuola ci insegnano che abbiamo quattrocento muscoli. Me li sarei tolti uno per uno come i fazzoletti sporchi dentro alle tasche. E le ossa? Sono un po' di meno e nel corso della vita alcune si uniscono, ma sono tante lo stesso. Solo nel piede ce ne stanno cinquantadue. E io le avrei messe in un secchio al lato del letto. Anche le vene, le avrei tirate via, raggomitolate e messe in un cassetto. E poi la stanchezza che mi pesava come un maglione e tutti i pensieri che c'avevo addosso li avrei sbrogliati e appoggiati per terra.
Mia madre si sarebbe svegliata prima dell'alba, avrebbe fatto il bucato. Lei è capace di lavare ogni cosa. Mia madre ha una grande pazienza. Sa quali colori possono essere messi insieme nello stesso cestello, conosce la giusta temperatura, quando evitare la centrifuga, come usare la varechina e l'ammorbidente, come stendere i panni per dargli la piega e non farli scolorire mentre asciugano al sole.
Sarebbe suonata la sveglia, mi sarei alzata dal letto tornando a indossare ogni cosa. Le ossa sbiancate che odorano di lavanda, i muscoli morbidi come una sciarpa di cachemire, le vene lucide e il sangue di un rosso che non ha stinto per niente, ma anzi ha ripreso il colore di quando era nuovo, la pelle smacchiata e ben tesa su tutto il corpo, senza neanche una piega sbagliata. Anche la faccia. Anche la bocca. Scomparsa pure quell'imperfezione, il labbro leporino, la magagna. Ma non con l'operazione del dottore di Barbie. Ci volevano le mani preziose della madre per togliere il marcio.
Sarei scesa dal letto e prima di infilare le scarpe e i vestiti avrei controllato bene di aver rimesso ogni cosa al suo posto. Tutta la vita con tutti i suoi pezzi lavati, asciugati e stirati. L'odio e le unghie, la memoria e i capelli, la paura e la lingua, i denti e la rabbia, la coscienza pulita e profumata di buono.


(Ascanio Celestini, Lotta di classe, pp.113-114)


L'ultima frontiera dell'autopromozione
Amelie
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Calzedonia per "Muro contro Muro": Enack Viljani e la scelta del completo del giorno.

(E non abbiamo nemmeno dovuto spendere una lira)

A me, invece, toccarono le canoe rituali di Kitawa
Amelie
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Cazzeggiando su Google in attesa della cena sono incappata in questo.

A pagina cinque, avviso subito, si parla di Lorca.

Domattina lo leggerò con calma sul treno, poi magari dirò due righette di più nelle sedi (plurale voluto) apposite.

(Il titolo fa riferimento al tema del corso di etnologia che ho seguito io nella mia università, sull'arte rituale di una sperduta tribù di un altrettanto sperduto atollo di un ancor più sperduto arcipelago australiano. Praticamente, l'isola di Lost).

Sacconi Rossi
Bones
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Una delle cose che chi mi conosce di persona sa è la mia particolare attrazione per i cimiteri sotterranei di Roma, in particolare quelli delle arciconfraternite.

In questo filmato si parla dei Sacconi Rossi dell'Isola Tiberina, su cui rimugino da un pezzo per un racconto breve.

Poi un giorno, se mi gira, posterò le foto che ho scattato un anno e mezzo fa a Santa Maria dell'Orazione e Morte (e al relativo cimitero sotterraneo).

Ma ora mi rimetto a lavorare a un regalo di compleanno per una persona speciale.

Lord of War
Amelie
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Asciutto: non credo serva dire molto altro per descrivere l'essenza di questo film.

Al massimo, volendo aggiungere qualcosa, si potrebbe provare con "spietato", anche se spietato presuppone una connotazione negativa che la pellicola, in fondo, non ha.

"Lord of war" descrive, semplicemente, il mondo per come gira, senza dipingerlo più nero di quanto non sia di suo.

Nicholas Cage è perfetto nei panni dell'altrettanto perfetto trafficante d'armi, e magnifico è anche Ethan Hawke nel ruolo dell'agente dell'Interpol Jack Valentine (l'ideale che cozza contro il reale, la giustizia sacrificata all'interesse).

Se penso al momento in cui Javier (la mia bestiaccia quasi preferita) ha deciso di passare dal ruolo di agente operativo a quello di infiltrato, penso a qualcosa di molto simile alla scena a 3:33 del filmato.

Che non è detto che non riesca a scrivere, prima o poi, dato che una scena di interrogatorio su Jav mi manca.

Intanto recuperatevi il film, perché merita, basato com'è su numeri reali, snocciolati all'interno di una sceneggiatura rigorosa.

Poi magari in settimana torno a farmi viva con qualche altra considerazione sul "magico" mondo della scrittura amatoriale.


Il ponte di corda
Amelie
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Scherzando via Msn sul male dei mali del mondo della scrittura amatoriale, ovvero la totale assenza di feedback tra autore e lettore:

Silvia:

Ma tu hai perfettamente ragione! E' che la maggior parte degli autori di "fanfic" di adesso, pubblicano solo per il loro ego e non perché vogliono il riscontro, e molti di quelli che leggono vogliono passare 10 minuti e non impegnarsi intellettualmente.


Io:

Lo vedi? Sono demodé in tutto, il mondo delle fanfic non è più fatto per i tipi come me!


Sempre ammesso che, in fondo, io ne abbia mai fatto realmente parte, e considerato che la scrittura è una parte di me indipendentemente dal riscontro ottenuto e, persino, indipendentemente dalla possibilità o meno di far circolare in rete le cose che scrivo, se davvero un bel giorno decidessi di chiudere baracca e burattini, di cancellare dagli archivi quelle quattro storie in croce che ci sono e decidessi di annunciare la cosa tramite patetico annuncio, cosa accadrebbe?

Vi dico subito che, nella realtà, nessuno batterebbe ciglio, questo lo so io e lo sa pure chi leggiucchia da queste parti.
Ma la domanda retorica era tale per illustrare una riflessione su cui rimugino da tempo, e allora tanto vale costruire uno scenario e trarre alcune conclusioni.

È possibile, ad esempio, che a quel punto, e solo a quel punto qualche lettore "silenzioso" si delurki per piagnucolare di ripensarci, che lui ti segue sempre etc.

Quanto diritto avrebbe, quel lettore, di avanzare una richiesta del genere? Badate che è una questione che non richiede nemmeno che si ricorra al banale: "tu non devi niente a me così come io non ne devo a te" per trovare una conclusione, si può scendere ancora più a fondo fino a mettere a fuoco qualche altro dettaglio.

Come detto: non vivendo di ego, ma coltivando una passione, io continuerei benissimo a fare quello che ho fatto fino adesso. Quei due o tre lettori che ho potrei sempre sentirli per altre vie, perché il confronto spesso si allarga e ha necessità di nuove strade in cui riversarsi, dal messaggio privato alla mail, se non proprio il contatto Msn e/o Skype, il profilo Facebook e/o Twitter, addirittura, nei casi in cui nasca una vera e propria amicizia, il numero di telefono.

Qualora decidessi di lasciare blog e archivi, insomma, quello che è il mio mondo scrittorio continuerebbe perfettamente a rimanere in piedi, perché è un mondo fatto anche di legami, seppur impalpabili, oltre che di vanità soddisfatta.

Le storie sono legami, annaffiarle con una riga di saluto (nemmeno "commento" o addirittura "recensione", mi limito al semplice "saluto") contribuisce a farle germogliare, a creare amicizie che possono rivelarsi anche quelle di una vita.

A me è successo, soprattutto in un caso, non sono parole stipate in un archivio a saldare o dissaldare questo legame.

Ma il lettore silenzioso, quello appassionato ma timido... be', lui ci rimetterebbe eccome.

Certo, ripeto: so benissimo che alla stragrande maggioranza non gliene fregherebbe più di tanto, ma magari a due o tre no, ed è di quei due o tre che sto parlando.

Sono loro che perderebbero il legame, anzi, i legami, qualora più di un autore decidesse di ritirarsi in proprio.

È come farsi scivolare via dei semi da una mano. Basterebbe pochissimo per trattenerli, non necessitano di essere innaffiati nemmeno troppo spesso, ma se non stringi appena un po' le dita contro il palmo cadono via, inesorabilmente.

Le storie sono ponti di corda, ci vuole un nodo fatto a regola d'arte (e quello è appannaggio di chi scrive) e qualcosa attorno a cui stringerlo (chi legge) per far sì che tenga.

Che poi, come scrive Zafón, chi legge mediamente decide di sfilarsi di dosso il nodo, e all'autore non resta che accettarlo, ma ciò non toglie che se ne possa discutere lo stesso.

(E fu così che il post sui commenti rimase senza commenti, ça va sans dire)

Grissom/Langston (il doppio dentro e fuori di me)
Amelie
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Ovvero: come psicanalizzarsi guardando la TV.

Pur non essendomi mai iscritta ad alcun forum ufficiale credo di potermi definire, a buon diritto, una delle primissime fan italiane di CSI.

Ero lì, la sera in cui venne trasmesso per la prima volta sull'allora Telepiù, e dopo circa un quarto d'ora lo elessi il mio telefilm di sempre.

Perché? Perché c'era molto di me, di quello che ero e volevo diventare, della forma mentis che nel corso degli anni a venire ho acquisito.

Se ho tempo prometto che ve lo scrivo, il post in cui spiego il rapporto tra archeologia e tecniche di indagine della polizia scientifica, un legame di sangue che ha come DNA comune i racconti di Arthur Conan Doyle, sogno di farlo da tantissimo, anche per risollevare le sorti di questo journal che langue nella sua inutilità.

Inutilità che, in parte, sto provando a spiegare attraverso questo post.

Dicevo del mio amore per CSI, che è anche e soprattutto amore per il personaggio di Gil Grissom.

Grissom è in parte quello che sono (curiosità, incapacità di comunicazione emotiva), in parte quello che vorrei diventare (studioso innamorato del proprio mestiere).

Spoiler sulla nona stagione, anche se questo non è un post sulla nona stagione. )


Strategia del terrore
Indiana Jones
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Impegnarsi con qualche probabilità di successo su un tema controverso come questo –e in parte screditato dalla ricerca contemporanea, che non ama gli argomenti tradizionalmente centrali per la grande antiquaria del secolo scorso- significa confrontarsi in primo luogo con tre entità topografiche, una più ingrata dell’altra: la
porta triumphalis, la porticus triumphi, la via triumphalis.

 Filippo Coarelli, Il Campo Marzio dalle origini alla fine dell’età repubblicana.

 Giusto perché nell’introduzione si era scandalizzato del fatto che un sacco di studiosi, addirittura in tutto il mondo, hanno preso ad occuparsi del passatempo preferito suo, di Gatti e di Rodríguez Almeida.

Da quando ho letto questa frase, comunque, guardo al rituale dell’Equus October con altri occhi: quelli del film “Il Padrino”, per essere esatti.

Non a caso c’è di mezzo una testa di cavallo.


Il meme colpisce ancora
Amelie
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CIBO
Qual è il tuo condimento per l'insalata?
Olio&Aceto Balsamico, ma se posso preferisco di gran lunga zenzero (possibilmente fresco) e salsa di soia.
Qua è il tuo fast food preferito? Wok a Termini (cucina fusion e cornetti da urlo), Spizzico, il Mac solo per le colazioni americane con Lu.
Qual è il tuo ristorante preferito? Giappo e ristoranti di cucina tipica regionale ex-aequo.
Quale cibo potresti mangiare ogni giorno? Pasta, pane, pizza
Quali sono i tuoi tipi di pizza preferita? Sbriciolata se vado a "Il cantiere", Anzio se vado a "La bruschetta", margherita con bufala, funghi rossa e capricciosa in generale.
Cosa ti piace di mettere sul pane tostato? olio extravergine se si tratta di una bruschetta, marmellata di pere/fichi/maroni/more/albicocche se è una colazione dolciosa. 
Qual è il tuo la tua chewingum preferita? Big Bubble panna-fragola, Vigorsol frutti rossi
Puoi fare "qualcosa di speciale" con la lingua? Cioè? O_o

TECNOLOGIA
Qual è il tuo sfondo sul computer? Grissom e Catherine (CSI: Crime Scene Investigation) che si affacciano su una buca a studiare qualcosa. Ma fino a qualche tempo fa avevo la cassa dell'Arca dell'Alleanza.  
Quanti televisori ci sono in casa tua? Due, salotto (HD) e cucina.
Quante console per videogiochi ci sono in casa tua? Nessuna, a parte la vecchia Sega Master System di quando io e mio fratello eravamo piccoli.
Utilizzi un computer portatile o desktop? Portatile. Il mio. 
Cellulare o linea normale? Linea normale o, quando sono a Roma, il wi-fi della provincia dal Foro di Traiano.

BIOLOGIA

Sei destro o mancino? Destra, ma provenendo da una famiglia di mancini ci sono cose che so fare anche con la sinistra.
Ti piace il tuo sorriso? Quello da canaglia, sì.
Qual è la tua migliore caratteristica? La determinazione.
Ti sei mai rotto qualcosa? A parte le palle in diverse occasioni, no.
Quale dei tuoi cinque sensi pensi che sia più vivo? Tutti e cinque, adoro immergermi nell'ambiente che mi circonda fin quanto è possibile.
Sei mai stato in stato di incoscienza? Tolto il sonno, no.

VITA
Se si potesse, vorresti sapere il giorno in cui morirai? Assieme alla causa, perché no?
Credi nel vero amore? In linea generale sì, anche se ritengo che il vero amore è quello che viene costruito con tenacia da entrambi. In questo preciso istante, comunque, ho un interesse per la mia vita sentimentale pari allo zero.
Se si potrebbe cambiare il tuo nome, in cosa lo cambieresti? A parte che sarebbe "potesse"... boh, a me il mio nome piace. Forse lo cambierei solo per quello della bisnonna (Giulia), o per quello della nonna (Lelia).
Che colore pensi ti stia meglio? Rosso, e non lo penso solo io.
Hai mai ingoiato un prodotto non alimentare per errore? Acqua di mare, tantissima, e un paio di volte terra durante lo scavo.
Hai mai salvato la vita di qualcuno? Salvato, no. Provato, in senso metaforico, sì.
Qualcuno ti ha mai salvato la tua? Non nel senso letterale del termine.

SOLDI
Cammineresti a piedi nudi lungo una strada pubblica per $ 100.000? Vivo in un posto di mare, ovvio che mi è già capitato, anche se per un brevissimo tratto.
Baceresti una persona del tuo stesso sesso per $ 100? Dipende da persona e tipo di bacio.
Taglieresti una delle tue dita per 200.000 dollari? Assolutamente no.
Cancelleresti il tuo blog per sempre per 50.000 $? no.
Poseresti nudo su una rivista di 250.000 dollari? E chi sarebbe così coglione da sborsare tanto per vedermi posare nuda?
Berresti un'intera bottiglia di salsa piccante per $ 1000? Senza tortilla chips di contorno, no.
Smetteresti di guardare la televisione per un anno per 25.000 $? Ne guardo pochissima, e quasi esclusivamente satellitare.

DUMBOLOGY
Cosa c'è nella tua tasca sinistra? Niente. A parte i fazzoletti, non amo tenere nulla in tasca.
Napoleon Dynamite è davvero un buon film? Non ne ho la più pallida idea.
Stai seduto o in piedi sotto la doccia? Nella doccia si sta in piedi, è nella vasca che ci si siede...
Potresti vivere con dei coinquilini? Perché no?
Quante paia di infradito possiedi? Un'infinità, le adoro.
Dove sei nato? Bella domanda. Tecnicamente a Nettuno (RM), ma venni trasferita quasi subito ad Anzio per complicazioni dovute al fatto che sono nata prematura. E comunque mi sento assolutamente anziate (o portodanzese, come si dice da noi).
L'ultima volta che si hai avuto un scontro con la polizia? Quando quel coglione del vicino carabiniere aveva ostruito il passaggio impedendomi di parcheggiare.
Che cosa vuoi fare da grande? Quello che inizierò a fare a gennaio: ufficio stampa in una casa editrice, possibilmente specializzata in testi di arte e archeologia.

LASTOLOGY
L'ultimo amico con cui hai parlato? Silvia via Msn e Tere via FB.
L'ultima persona che hai chiamato? Mio fratello, al telefono.
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Una cosa tipo rompere la crosta della crème brûlée col cucchiaino
Amelie
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Oggi (ieri) è stata una di quelle giornate in cui ho capito che quello che rende speciale un regalo, o una cortesia in genere, non è l'azione in sé, ma il tempo che viene sottratto ad altro per compierla, la cura che ci si mette per formularla e il sorriso con cui si immagina la reazione di chi, quella sorpresa, dovrà riceverla.

Guardare al quadro generale è importante, ma frugare nelle pieghe, osservare i dettagli rende tutto più prezioso.

L'affetto è un'impalcatura di valori aggiunti, trasparente come vetro, per questo spesso sfugge al nostro sguardo.

Approfondire un rapporto è affondare le dita spingendole sotto la superficie, sporcare i polpastrelli, non aver paura di sentirsi toccati a nostra volta, marchiati.

Perché tutto è indelebile, e tutto riaffiora ciclicamente nella coscienza, soprattutto i sorrisi.

Oggi (ieri) è stata una di quelle giornate in cui ho capito un po' di più della vita, e questo ha liberato un po' di sole anche nelle viscere contratte dal nervosismo e dalla stanchezza.

Cucina (quasi) molecolare
Amelie
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Dato che credo che un vero post sul tema non riuscirò a scriverlo, vi giro questo link che spiega come fare a preparare un gelato (quasi) molecolare all'amaretto a casetta propria, senza andare in Spagna a rapire fascinosi (quanto immaginari) chef.

Lo so, comprendo benissimo che non è la stessa cosa (soprattutto perché, molecolare o no, fascinoso o no, uno chef a casa fa sempre comodo), ma insomma, dai, per questa volta abbonatemela.

Per la restituzione degli interessi aspetterei la fine della storia.


Poi uno dice che non se la deve prendere con i giornalisti
Amelie
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Mezz'ora di telegiornale, e su Rai Uno nessuno che si sia degnato di fare gli auguri a Bruce Springsteen.

Trovatemi un altro sessantenne così bello e pieno di energie e poi vediamo se non valeva la pena dedicargli almeno mezzo telegiornale.

(Tanto per chiarire: è un post ironico. È solo che voglio troppo bene al Boss per non fargli gli auguri anche qui.)

Dall'altra parte del globo, intanto
Amelie
[info]kusobaba

Paz sin fronteras, il concerto del decennio.

Bestiale! (cit.)


Costante scrittoria
Amelie
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Finalmente, nonostante i tempi biblici che ormai sono diventati un mio marchio di fabbrica, il capitolo sei di [info]u_e_p è pronto.

Tempo qualche giorno di decantazione e la sistemazione di un paio di passaggi e verrà anche postato, anche se non è questo il motivo per cui, in fondo, sto scrivendo questo post.

Sistemando le cartelle dedicate ai racconti, tempo fa, mi sono accorta che è da un bel poì che ogni storia che scrivo, volente o nolente, ad un certo punto della stesura tenderà a chiudersi attorno al tema del conflitto genitore-figlio.

Vale per tutte le storie in corso, UEP compresa.

Capitolo sei, per l'appunto, compreso.

Figure forti che tendono a plasmare personalità in crescita, e personalità in crescita che cercano di ritagliarsi il loro spazio.

Curioso, se si pensa che io grossi problemi di questo tipo non ne ho mai, realmente, avuti.

Ed è curioso pure se si pensa che c'entra solo in parte con quello che è il mio vero obiettivo di aspirante autrice.

Se qualcuno ha qualche ipotesi in merito, non faccia complimenti e si faccia avanti.

Sono pronta a prendere tutti gli appunti del caso e rifletterci su.


Su, che non è poi così terribile
Amelie
[info]kusobaba
Temo che dobbiate rassegnarvi all'idea di leggere su queste pagine, almeno fino a Natale, solo due categorie di post:

-riflessioni collaterali alla stesura della tesi.
-micropost altamente inutili di natura varia ed eventuale.

Questo post, tanto per precisare, le racchiude entrambe, per cui:

-Oggi è stata una giornata meravigliosa perché ho avuto l'intuizione giusta, quella che darà un senso a tutto lo studio a cui accennavo qualche post fa. Sì, lo so, parlo come Dexter ma in questo preciso istante (e sapete quanto è raro che mi esalti da sola) mi sento un autentico genio. O comunque una persona molto intelligente. O comunque una che scriverà una cosa molto da archeologo, ma archeologo figo. Domani in biblioteca mi dedicherò alla stesura del papiro da spedire al Prof., se mi approva la mozione è praticamente sicuro che ce la farò a laurearmi prima di Natale. Yeah!

-Il piccolo effetto collaterale è che potrei dover rimandare lo stage in casa editrice a gennaio, anche se iniziare con l'anno nuovo e la tesi in tasca (che loro potrebbero pure pubblicare, in quanto editori di archeologia) significa farlo con l'umore a diecimila e una voglia di conquistare il mondo pari a The Brain.

-Vado apertamente in controtendenza e annuncio di amare Facebook e le persone meravigliose che mi sta facendo scoprire. E ci ficco pure un abbraccio a [info]laurazele [info]xel1980, in puro stile Pet Society.

-Il racconto su Marcos si è arenato sul finale, sommerso dalle riflessioni in stile L sulla nuova idea per la tesi. E su un articolo che ho scoperto sulla geometria impossibile dei quadri di Dalì. E sul premio Principe delle Asturie, che quest'anno vedrà un architetto premiato nella sezione arte. E su Juli che si chiede perché tra tutte le arti, solo il toreo non ha saputo rinnovarsi imparando le nuove tecniche di comunicazione... lo so: dovrei cercarmi un ragazzo, ma uno che non sia Ale, però.

-A pro di Ale: domani mattina, se mi gira bene, voglio proprio salutarlo con la domanda che voglio fargli da quando l'ho conosciuto: "Hai mai avuto una passione che ti abbia davvero rapito?" Se lo spiazzo gli faccio una foto a tradimento.

-E comunque, alle undici, vado con Te' a prendere un caffé al Bar Doria, il nostro quartier generale. Mi sa che al barista bello bello bello in modo assurdo siamo mancate.

Per ora è tutto, torno al saggio di Carandini e al mio amato Campo Marzio.

Sapevate che a Piazza Navona, durante il Carnevale di Roma, si svolgevano tauromachie? Erano spettacoli popolarissimi.

Politicamente corretti
Amelie
[info]kusobaba
Non conosco la storia della casa, per cui non so perché si rifacciano proprio alla simbologia della corrida, ma facendo una ricerca su google immagini ho appena scoperto che, oltre la Miura, esiste anche un prototipo di Lamborghini Estoque.

Manca solo la muleta e poi abbiamo fatto tombola.

Facendo il punto
Amelie
[info]kusobaba

Visualizzazione ingrandita della mappa 


"[…] In età repubblicana l’area era occupata in parte dal Circo Flaminio, dai Navalia (il porto militare di Roma) e il Tarentum (un santuario arcaico); il tutto collegato da una strada la cui topografia va oggi posta in relazione con via San Paolo alla Regola. Nel primo periodo augusteo Agrippa costruì il nuovo ponte sul Tevere (oggi Ponte Sisto) sul quale passava la nuova strada, perpendicolare alla prima, che collegava il Teatro di Pompeo -e quindi la zona centromeridionale del Campo Marzio- con il Trastevere; quella strada è oggi via dei Pettinari. Nel periodo domizianeo tutta l’area fu occupata da grossi magazzini che correvano parallelamente al Tevere; siamo verso la fine del I sec. d.C. e quei magazzini dovevano essere certamente gli Horrea Vespasiani, ricordati anche dalle fonti letterarie."

Carlo Pavia, Guida di Roma sotterranea, Roma 1998

Ecco, la mia tesi parla più o meno di questo.

Ok, non posso fare a Carlo Pavia una colpa se in poche righe ha omesso alcune altre cosette che contribuiscono a complicare la questione, tipo il fatto che molte di queste strutture compaiono su diversi frammenti della Forma Urbis Severiana, più altre tipo il campo di allenamento degli aurighi del Circo Massimo (Trigarium) con le sedi delle relative squadre di appartenenza (stabulae factionum).

A ben pensarci, non dice nemmeno che la strada che fa costruire Agrippa serve a collegare i suoi possedimenti sull’una e sull’altra sponda del Tevere. Non dice della leggenda secondo la quale San Paolo avrebbe alloggiato qui durante il suo primo viaggio a Roma né ricorda che, a differenza di molte altre zone di Roma, quest’area durante il Medioevo continua ad essere popolata con tanto di ristrutturazioni. Non parla delle processioni dirette a San Pietro e delle relative smanie di controllo da parte di svariate famiglie nobili, dell’istituzione del Ghetto (gli ebrei vivevano a Trastevere ma il lavoro li spinge a spostarsi da queste parti) e della costruzione di via Giulia, non spiega che c’erano chiese di ogni tipo e per ogni tipo di confraternita e persino un ospedale che dispensava cure gratuite ai pellegrini che però nell’Ottocento ospiterà i patrioti che volevano difendere la Repubblica Romana, tra cui un certo Goffredo Mameli che in questa via c’è pure morto.

No, magari come sintesi è un po’ troppo parziale, però focalizza bene quello che è stato più di un anno di studio. E che per divenire qualcosa di veramente importante meriterebbe di essere replicato per altri cento anni senza fare altro.

Ma io non sono Coarelli, e se anche ci provassi non otterrei un decimo dei suoi risultati.

15 libri in 15 minuti
Amelie
[info]kusobaba
Duuunque: sono stata taggata da [info]taurie_2020  per un il seguente meme libresco: elenca 15 libri a cui sei particolarmente legato/a in 15 minuti, senza starci troppo a pensare su. Poi ci sarebbe anche una parte che prevede di taggare altre 15 persone, compresa la sottoscritta, ma come sapete io non so mai chi caspio taggare, per cui fate da voi. Autogestione.

Intanto, la lista:

Istanbul, Orhan Pamuk
Fiesta (The sun also rises), Ernest Hemingway
L'arpa d'erba, Truman Capote
L'antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters
I fiori del male, Charles Baudelaire
Il giuoco delle perle di vetro, Hermann Hesse
Il mondo di Sofia, Jostein Gaarder
Il gioco dell'angelo, Carlos Ruiz Zafòn
Ti prendo e ti porto via, Niccolò Ammaniti
Canne al vento, Grazia Deledda
Don Chisciotte, Miguel de Cervantes
Casa di bambola, Henrik Ibsen
Maschere nude, Luigi Pirandello
Il cane di terracotta, Andrea Camilleri
Dieci piccoli indiani, Agatha Christie

Ci tengo a precisare che sì, sono l'unica persona al mondo ad aver preferito "Il gioco dell'angelo" a "L'ombra del vento" (almeno sul piano tecnico), ma non posso ancora scrivere il motivo perché finché quel tomazzo non lo legge una certa persona ho promesso di non scrivere nulla al riguardo.

Precisazione due: diversi libri della lista sono stati dei regali, e sono tutt'ora tra le cose più belle che abbia mai ricevuto.
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Quando un uomo con un solo neurone incontra un altro uomo con un solo neurone...
Amelie
[info]kusobaba

... Il risultato è la causa più cretina del mondo.

Non vedo l'ora che si arrivi al processo per vedere Morelli col look d'ordinanza in manette e Mou nel ruolo del testimone della difesa.

Come inviati, ovviamente, i Gialappi.

(Rido per non piangere, nel caso non si fosse notato.)
 


Il prima e il dopo.
Amelie
[info]kusobaba

Progettare un edificio non è, semplicemente, tracciare linee.
Si tratta di imbrigliare e incanalare forze, farle poggiare una contro l’altra come nei castelli di carte in modo che si annullino a vicenda.
Solo quando sono perfettamente raffrontate come due eserciti allora è possibile il miracolo dell’equilibrio, da mantenersi proprio come in una partita di scacchi, attraverso una battaglia silenziosa fatta di spostamenti impercettibili.
Sbaglia chi vede in un muro il simbolo stesso dell’immobilità: un agglomerato di mattoni vive la vita silenziosa delle piante, resistendo giorno dopo giorno alla forza di gravità.

Prova tecnica per un'apertura di capitolo (di UEP, ci manca solo che mi metta a scrivere la tesi così e poi siamo a posto) che non ha visto la luce, sostituita da un altro punto di vista.

Volevo appiccicare a questa frase un ragionamento, ma faccio fatica ad articolarlo, per cui rinuncio.

Il racconto che sto scrivendo da ieri, in compenso, sta venendo fuori molto meglio, anche se continuo a non trovargli un titolo.

Parla di Marcos descritto attraverso gli occhi (e la gelosia) di Alejandro, della sua voglia di scuoterlo e della vigliaccheria con cui spera che lo faccia qualcun altro al suo posto.

È un racconto mentale, in cui i dialoghi sono ricordi della notte precedente, fusi in un impasto di sensi di colpa.

Non so perché la figura dello chef sia nata con questo fondo di cupezza, so solo che mi piaceva l'idea di approfondire le sfumature del suo rapporto con Marcos, prima di spedire quest'ultimo a Las Ventas a vedere come ci si sporca di sangue.

Ad ogni modo, intanto che l'era geologica che separa me dal prossimo aggiornamento si concluda, vi butto lì che Alo è questo tipaccio qua.

Mefistofelico al punto giusto, no?


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