Persepolis

Quaderno di brutta

"Don't dream it. Be it."

Ultima nuova, buona nuova
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Il mio approccio all'oroscopo, di solito, è scettico: lo leggo per capire quanto quelle parole di plastica sono distanti dalla mia realtà.

Tuttavia, oggi una frase riportata nella sezione "lavoro" mi ha fatto pensare.

Non la ricordo nella sua interezza, ma il succo era una cosa del tipo: "Cerchi segnali per capire quale strada seguire, quando la strada che vuoi seguire l'hai imboccata già."

Stavo aspettando una mail importante, e non vedevo l'ora di essere a casa per vedere se era arrivata.

La sto fissando da dieci minuti come un'ebete.

Il prossimo primo settembre devo contattare un editore che si occupa di archeologia per uno stage.

Pagato.

E l'editore non è proprio piccolissimo, e non proprio di poco conto.

Se mi faranno davvero questo regalo, il prossimo quattro settembre potrebbe annunciarsi come uno dei compleanni più belli di sempre.

Una casa editrice che si occupa di archeologia: eh sì, la strada che volevo seguire era proprio questa.

 


Grazie, Internet
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Io, molto spesso, quegli idioti che parlano male della rete li prenderei a calci sulle gengive, se mi passate le maniere brutali.

Non so se vi è mai capitato di consultare forum che trattano di argomenti molto seri, come le conseguenze legate ad una particolare malattia.

Il sostegno che può dare il parere di altri malati che hanno vissuto la stessa esperienza della tua famiglia, le informazioni, i consigli riescono ad arginare la maleducazione e l'inadeguatezza di certi medici di paese.

Questa sera un grazie tutto speciale va al forum della Fondazione Parkinson Italia e a chi, con venti anni di malattia sulle spalle, ha trovato comunque il tempo di scrivere due righe di speranza.

Il Signor P. è un ospite subdolo, il tremore non è che la maschera con cui si presenta.

L'insonnia, gli incubi, l'ansia perenne, i blocchi alle gambe e la depressione sono il suo vero biglietto da visita, rendendo un inferno i primissimi anni della malattia.

Io spero solo che mia nonna sia abbastanza forte da affrontarlo, che non si faccia angosciare dall'età avanzata, e che mamma e zia non vengano risucchiate da tutto questo dolore.

 

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Appunti per un capitolo
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Settimane fa il mettere di fianco una foto di una statua lignea de "la Virgen de los Dolores" conservata in non-mi-ricordo-quale cappella di non-mi-ricordo-quale plaza de toros con un disegno di Picasso del medesimo soggetto mi aveva dato un'idea interessante per il capitolo cinque di "Un'estate pericolosa".

Il gestirla nei fatti, questa idea, ha portato a una conseguenza imprevista: Marcos sta mostrando una bravura (coraggio) che non volevo riconoscergli, all'inizio.

E questa sua bravura mi sta costringendo a ri-tarare il suo rapporto con Manuel, e il peso che esso avrà all'interno della storia.

Una buona cosa, dal mio punto di vista, perché farà sì che i due stringano una sorta di patto: "Cresceremo insieme, cresceremo nel confronto, cresceremo dentro e fuori l'arena."

Un rito di passaggio bagnato di sangue, un po' lugubre, se vogliamo, ma necessario ad entrambi.

"Della vita non ti spiega mai niente nessuno, ma alla morte si può venire iniziati.
Io nacqui in lei passando per un corridoio umido di mattoni, quelli che compongono l'arena di Las Ventas."


L'incipit è questo, alla sua terza stesura.

È tutto il resto che deve ancora saltare fuori.

Consigli di lettura "bloggara"
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La cosa più intelligente (a parte i post di [info]noblogo ) che ho letto sull'approvazione del così detto "pacchetto sicurezza" è questa.

Non a caso, stiamo parlando di uno dei miei blog preferiti.


L'arpa d'erba
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Premesso che la recensione doveva essere piuttosto breve, mentre il romanzo avrebbe necessitato di fiumi d'inchiostro tanto è bello, poetico, delicato e ricco di tematiche degne di approfondimento, ecco a voi la prova di recensione che spero tanto passi il giudizio di Alex.
Ovviamente, appena so la risposta riferirò il responso su questi schermi.
Intanto, sotto il salto:

L'arpa d'erba )
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Prova
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Ho finalmente messo a tacere le mie paure e mi sono messa a lavorare ad una recensione-prova da mandare ad una vera rivista letteraria.

Testo scelto (da me): "L'arpa d'erba" di Truman Capote.

Che è una poesia in prosa, che è un sogno di una notte di mezza estate, che è la malinconia di un'infanzia che finisce.

Termine ultimo che mi sono data per l'invio: domani sera.

Riuscirò a non soffocare le emozioni che vorrei trasmettere con la paura di fallire?

"La forza che difende il cuore dalle ferite, è la stessa che gli impedisce di dilatarsi alla sua massima grandezza."


A come affari tuoi
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-Ma guarda che A. non si comporta così con tutti: si vede che ti considera una persona interessante ed è curioso di sapere qualcosa di più su di te.-

Questa è la spiegazione che ha tentato di darmi Lu stamattina al telefono, per giustificare le azioni inspiegabili di una persona a dir poco irritante.

Infatti se avere la sensazione che una persona che hai appena conosciuto abbia oltrepassato il confine tra curiosità e invadenza è sgradevole, figurarsi averla nei confronti di una persona che -dicono- sia assolutamente riservata.

Il soggetto in questione, tale A. pare trovi singolare che una persona possa provare passione (qualsiasi cosa significhi) per un luogo che non ha mai visitato.

Poiché, da bravo informatico, ha una mente analitica, per studiare tale fenomeno ha deciso di compiere uno studio antropologico degno di Desmond Morris, studio che vede me nel ruolo della cavia.

Non che la mia misantropia gli consenta ampi spazi di manovra, sia chiaro, ma è proprio il suo registrarla con sarcasmo ad irritarmi.

-Stavi lavorando, con quel portatile?-

-Sì.-

-Ah, così: risposta secca.-

Cosa avrei dovuto fare? Rendergli conto di quello che stavo scrivendo?

Fino a una settimana fa A. era uno dei tanti pendolari perfettamente estranei con cui mi ritrovo a dividere il vagone del treno, la mattina.

Da giovedì scorso, complice l'essere stati casualmente presentati da Lu stessa, si è autoproclamato mio nuovo compagno di viaggio, il che non sarebbe un male, se non fosse per questi piccoli, irritanti episodi.

-Ma alle otto di mattina già sei incollata al monitor? Così la sera arrivi fusa.-

Stamattina ha esordito così, ad esempio.

Vi giuro che trattenermi dal chiedergli di rimando: "Ma una padellata di affaracci tuoi no, eh?" mi è costato una fatica tremenda.

-Sofia Alambra? Alambra? Ma l'hai scelto come cognome?-

-Sì, è una cosa voluta, altresì detta omaggio.-

In teoria aveva sonno e voleva dormire, salvo poi decidere che era molto più interessante leggere spudoratamente quello che stavo scrivendo.

Vi giuro che quando poi si è addormentato sul serio avrei voluto soffocarlo con lo zaino.

-Certo che però è strano provare tanta passione per un posto che non si è mai visitato.-

Questa è la famosa frase divenuta oggetto della successiva conversazione telefonica avuta con Lu.

Ad ogni modo, caro il mio A, se non provassimo questo tipo di pulsioni, il genere umano vivrebbe ancora confinato nelle caverne.

Capisco che non si è più abituati a vedere da vicino la curiosità intellettuale, ma da qui a darmi il tormento per vivisezionarla...

La prossima volta mettiti a dormire da subito, e lasciami fondere in santa pace il cervello come meglio credo, grazie.

La vita del pendolare non è mai stata tanto dura come in questo periodo.


Un visitatore di nome Obama
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Dimenticate tutto quello che ho scritto nel post precedente e concentratevi su questo: il Presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama verrà in visita al Cimitero Americano di Nettuno (sapete, dalle mie parti c'è stato uno Sbarco Alleato di una certa importanza...) durante la settimana del G8, se non ho capito male.

Barack Hussein Obama.

Vicino casa mia.

Ok, ok, non è il primo Presidente degli Stati Uniti a venire in visita dalle mie parti, ma volete mettere?

Io non vedo l'ora.

Prima di spengere la luce
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Un grazie a[info]ilcerchiomagico, perché è stata così gentile da creare una gallery dedicata al mio Marcos Valera (quello con le fattezze di Nir Lavi).

Un grazie a[info]laurazel, perché non mi costa niente scrivere quello che le ho promesso, e perché il vero lavoro lo hanno fatto Sara nell'avere l'idea e lei e sua sorella che la stanno mettendo in piedi (ah, sono la Daniela di FB, non so se te l'ho mai detto).

Un grazie a Te', anche se non sa di questo blog, perché mi aiuta a star su di morale (lei-sa-perché).

Infine, un grazie alla Tesora, che mi cede in comodato d'uso suoi personaggi, chiedendomi espressamente di farne ciò che voglio.

Buona notte.
 



Messaggio promozionale
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Ho postato anche in [info]u_e_p i primi quattro capitoli.

Ora manca semplicemente tutto il resto.


Del perché il mercato editoriale è in crisi
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Non so se lo sapete, ma Feltrinelli sta spacciando una fanfiction su Inuyasha pubblicata su EFP per un romanzo fantasy.

E sostengono pure che è una genialata.

Lo so, lo so, ne facevate volentieri a meno
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Ho creato una community per "Un'estate pericolosa", la mia nuova storia.

Nei prossimi due giorni conto di postare i primi quattro capitoli scritti, poi dovrò concentrarmi sul glossario, perché sennò del capitolo cinque non capirete nulla.

Se vi va di veder trattato in maniera politicamente scorretta un tema che è già politicamente scorretto di suo (quello taurino è un mondo omofobo, ma io farò allegramente finta di ignorare questo fatto) accomodatevi pure.

Dovrebbero fare brevi comparse anche signori come Goya, Picasso, Lorca e Hemingway, ma coi treni che arrivano in ritardo non si sa mai.

Poi non dite che nessuno vi ha detto niente.

[info]u_e_p è qui che vi aspetta.

Sondaggio veloce
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Pensavo: data la quantità di materiale raccolta per documentarmi, che merita divulgazione a prescindere; dato che, sicuramente, qualche side salterà fuori; dato che, soprattutto, la storia sta andando bene... che ne direste se creassi una community lj interamente dedicata a "Un'estate pericolosa"?

Così, per regolarmi.


Dalla parte del toro
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A parte che la prima regola dell'aficion prevede che in una corrida, semplicemente, non si tifi per l'uno o per l'altro, semplicemente perché entrambi sono la componente essenziale di quello che nella sua natura più profonda è un rito catartico collettivo.

A parte che quello che si usa a due mani è la cappa, e non la muleta, che ha una stecca di legno.

A parte che i trajes non hanno fasce nere in cui il torero va avvolto (e che sono una cosa meravigliosa).

A parte ciò, dico, vi consiglio caldamente questo video del Capa, artista che a me personalmente piace molto.

E che possiate essere per chi vuole sottomettervi potenti Miura.

E ora mi rimetto un po' a scrivere, che questa canzone è proprio la colonna sonora che cercavo.

Un'estate pericolosa - Anteprima del Capitolo IV
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Ogni promessa è debito e, dato che non me la sento di dire che finirò il tutto entro giovedì (cosa che mi piacerebbe, dato che a Jerez ci sarà una corrida che vedrà affrontati proprio El Juli e Cayetano, ovvero i volti di Juàn e Manuel), intanto posto ciò che ho scritto, in via del tutto provvisoria.

Come al solito mi sono complicata un po' la vita, ma credo di poterne uscire lo stesso, e anche con una certa dignità.

Capitolo IV - Privilegio )

Scena
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Siamo nell'ufficio di un direttore editoriale di una medio-piccola casa editrice romana. Sono le dodici e trenta, il sole invade ogni angolo coprendolo con riflessi bianco latte. Kuso, Te' e Stagista bibliofila stanno gustando un caffé offerto da Alex, carezzando la copertina del libro che lui ha appena regalato loro.

-Allora, ragazze: come mai avete deciso di fare questa visita?-

Kuso, a cui il caffé ha attivato i neuroni, si rilassa contro lo schienale di pelle nera della poltrona del direttore prendendo subito la parola:

-Mettiamola così: prima di morire volevamo vedere com'è fatta una vera casa editrice.-
-Ma voi lo sapete che in una casa editrice potreste morirci, vero?-
-Non sarebbe una morte peggiore di tante altre.-

_________________________


Questa che si è appena chiusa è stata una settimana stancante ma bellissima, merito soprattutto di Te' e Stagista bibliofila, del Maestro Libraio e del suo Regno Incantato, di Alex e di Mr. Monteverde, che ci ha concesso cortesemente di invadere il piccolo mondo silenzioso degli editor.

Martedì prossimo ristorante giapponese con la Tesora e, a seguire, caffé celebrativo e lezione di fine corso.

Ho le lacrime agli occhi e l'ansia a mille.

La cosa più importante che ho imparato in questi mesi è quella che ha ribadito giovedì pomeriggio Marina al termine della sua lezione: cercare ciò che ci fa stare bene e vivere per esso.

Io ci muoio, dietro i libri e l'arte, e lavorare per promuoverli sarebbe la cosa che più potrei desiderare.

Per questo so che, che Francesca chiami o no per propormi uno stage, io cercherò in tutti i modi di aprirmi una strada in questo mondo.


Pensaci, Giacomino
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Di Pirandello mi innamorai a quindici anni, ed è uno di quegli amori che non conosce crisi.

Mi fa piacere che l'ultimo comunicato stampa-esercitazione per il corso riguardi la rappresentazione scenica di una sua commedia.

"Pensaci, Giacomino" è un testo che, in forma di novella, venne pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera nel lontano 1910.

Quasi cento anni, eppure pare il frutto delle notizie di cronaca politica di questi ultimi giorni.

Una riflessione sui concetti di famiglia e morale grottesca ed irriverente, come la narrativa nostrana non riesce ad essere più.

A volte si dice che bisognerebbe coltivare nuovi talenti in grado di raccontare la nostra epoca.

Io credo che a volte sia molto meglio frugare nelle tasche dei nostri grandi.

Se avete tempo e voglia andate anche solo a caccia di informazioni su questa commedia, perché secondo me finirete per innamorarvene.

Io, intanto, torno a ricontrollare il lavoro da sottoporre domani al giudizio del Maestro Libraio, contando i giorni che mancano alla mia prima visita in una casa editrice.

Mi mancheranno questi giorni e l'incoscienza che mi ha spinto a viverli con pienezza.

Che arrivi lo stage o meno, nulla sarà più lo stesso.

Diario di bordo
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Stasera il Maestro Libraio ha tenuto una lezione stupenda.

Lezione che non era per il mio corso, ma alla quale sono stata lieta di aver potuto prendere parte lo stesso.

Stasera ho capito che sono nate due belle amicizie, e per una misantropa come me questa è una cosa che ha del miracoloso.

Ora attendo paziente il cinque maggio, che potrebbe rivelarsi una giornata importantissima per capire cosa fare del mio futuro.

Intanto comincio ad organizzare un itinerario libresco per una domenica diversa, tra chiese misconosciute e antiche sale di biblioteca...

È un periodo un po' delicato, questo, motivo per cui mi leggete poco.

Ma è un gran bel periodo, tutto sommato, basta solo non perdere di vista le cose importanti.
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Connessioni
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Oggi pomeriggio, tra le altre cose (intendendo per "altre cose" il Museo di Palazzo Barberini e la cripta dei cappuccini in via Veneto) sono stata al bookcrossing organizzato dalla liberia Fnac a piazza di Santa Maria in Trastevere.

L'invito ce l'aveva fatto di persona il Maestro Libraio a lezione, l'occasione è stata perfetta per chiacchierare un po' con una collega simpaticissima, Te'.

Mentre rovistavo tra gli scatoloni e gli scaffali (rovesciandomene uno addosso, ndr) sono riuscita a trovare un volume sui rioni di Roma, con quelli che mi interessano per la tesi e un volume scritto a quattro mani, di cui due sono quelle di Dominique Lapierre ("la città della gioia").

Il volume in questione è "Alle cinque della sera" e racconta la carriera di uno dei toreri più famosi, Manuel Benitez, meglio noto come "El Cordobès".

Inutile dire che ora quel volume giace proprio qui sulla mia scrivania, accanto al portatile da cui sto scrivendo questo post.

Connessioni.

Mescolate insieme, sotto il portico della chiesa di Santa Maria in Trastevere, c'erano tutte le mie passioni, i miei sogni, i miei progetti: l'archeologia, i libri, il mio futuro professionale, il ristorante cinese che immortalai in una foto perché scelto come location per una storia, perfino le corride.

Perfino un torero ambizioso e spericolato di nome Manuel.

Tutto lì, in pochi metri quadri.

E poi il museo di Roma in Trastevere con la serie di acquerelli "Roma sparita" e la sala dedicata al Ghetto.

E io che ieri pensavo ad un abbozzo di racconto su Elia Galli, il mio orafo ebreo degli inizi del Novecento che parlava proprio di alchimia e connessioni.

Pazzesco, dico.

Non credo molto nei segnali ultraterreni (ho una mente analitica, e so da me che rappresenta un limite) ma chissà, magari tutto questo prima o poi avrà un senso.

 

Pausa
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Controllare l'ora e rendersi conto di essere simile, troppo simile al David Martin de "Il gioco dell'angelo", con uno scampolo di notte sbrindellato da passare a sgobbare su pagine da dare in pasto a un Cerbero/Don Basilio entro l'alba.

Sospirare perché non si tratta di narrativa, ma di comunicazione.

Rimettersi al lavoro con una voglia insaziabile di caffé e un'ansia che si fa di ora in ora più opprimente.

Eppure, nonostante tutto, sentirsi bene, racchiusi in una nicchia che si sente ritagliata apposta per la propria taglia.

Il mio posto nel mondo

Anche se certezza non c'è.


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